Dopo lo sbarco sulla luna un altro 40° anniversario da festeggiare quest'estate è quello del Festival di Woodstock. Un evento importante non solo dal punto di vista musicale. Svoltosi tra il 15 e il 18 agosto del 1969 a Bethel, piccola città dello Stato di New York, è passato alla storia come uno dei simboli dell'epoca delle contestazioni giovanili e della Beat Generation. Quasi 500.000 persone si radunarono per tre giorni di "pace, amore e musica", all'apice della diffusione della cultura hippie. Il festival, nato come semplice iniziativa commerciale, divenne presto ad ingresso libero quando gli organizzatori si accorsero delle migliaia di persone in più del previsto. Il festival aprì con i musicisti folk tra cui Joan Baez, la cantante icona del pacifismo e della lotta per i diritti civili, in particolare per l'opposizione alla guerra in Vietnam, in quell'occasione raccontò come suo marito, obiettore di coscienza, era stato arrestato. Sabato 16 agosto vide sul palco artisti già noti e altri che lo divennero subito dopo: Carlos Santana, Mountain, Sly and The Family Stone, Greateful Dead, Creedence Clearwater Revival, Jefferson Airplane. Intense e struggenti le interpretazioni di Janis Joplin in Summertime di Gershwin, e Piece of my heart. Si esibirono anche gli inglesi The Who. Iniziarono a suonare solo intorno alle 4 del mattino, a causa, si dice, di litigi con gli organizzatori riguardo alla paga. Cantarono anche il primo inno generazionale My generation. Joe Cocker inaugurò l'ultima giornata in programma il 17 agosto, eseguendo la celebre cover della beatlesiana With a little help from my friends. Dopo la sua performance, un temporale interruppe il concerto per diverse ore. Si esibirono quel giorno anche Crosby, Stills, Nash & Young e Jimi Hendrix. Il chitarrista aveva insistito per essere l'ultimo a suonare e il suo numero era previsto per mezzanotte, ma non salì sul palco fino al mattino del lunedì 18 agosto. Gran parte degli spettatori aveva lasciato il festival per ritornare alla routine lavorativa, così solo in 80.000 ascoltarono Hendrix in una performance incredibile.I grandi assentiAlcuni artisti noti all’epoca non parteciparono al grande evento per vari motivi. Gli Iron Butterfly, per esempio rimasero bloccati all’aeroporto, Joni Mitchell avrebbe dovuto esibirsi, ma il suo agente preferì al Festival un talk show televisivo, ignorando la portata del festival. Fu contattato John Lennon per chiedere la partecipazione dei Beatles (che erano virtualmente separati) Lennon rispose che avrebbero suonato solo se fosse stata invitata pure la Plastic Ono Band, il gruppo di Yoko Ono; gli organizzatori rinunciarono. Bob Dylan si tirò indietro in occasione della malattia di un figlio, e infastidito dalla confusione che si stava creando intorno a casa sua, che si trovava proprio nel villaggio di Woodstock. I Doors si stavano riprendendo da un periodo di guai con la legge, dovuti soprattutto alla presunta oscenità delle esibizioni di Jim Morrison. I Led Zeppelin preferirono intraprendere quello che sarebbe stato il loro tour estivo di maggior successo.L’Era dell’AcquarioMolti giovani giunti a Woodstock si riconobbero per la prima volta in una comunità e forse proprio in questo, al di là delle esperienze all’insegna del sesso, droga e rock n roll, sta il vero momento formativo del festival. Ma la filosofia hippie, la speranza di una “nuova era” e di un “futuro meraviglioso” rimasero alla base di una rivoluzione mai realizzata. La straordinaria esibizione di Hendrix resta nella storia dei grandi raduni musicali. L’esecuzione distorta di Star splanged banner , l’inno americano, sembrava esprimere tutto il disagio e la delusione dei giovani di quel periodo.Francesca Sorvillo
Anche RSB ricorda questo evento con una puntata speciale di Rock&dintorni, in onda oggi, sabato 15 agosto alle 18.50.
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